Quaresima di carità: Sostegno alle donne in Etiopia

di - del 23 Febbraio 2015 © diritti riservati

Caritas
“ALLEVAMENTI PER DONNE VEDOVE NEL VILLAGGIO DI SHEBO (Etiopia)

L’area del progetto è localizzata nella Regione di Gambella, situata nell’ovest dell’ Etiopia, in un’ area di 25.274,90 kmq, con una popolazione di circa 306.000 persone. La Regione di Gambella è divisa in tre zone etniche e durante il regime Mengistu, vi giunsero i coloni per aiutare le popolazioni montuose dell’ Etiopia e per entrare nelle aziende statali di cotone. La popolazione venne suddivisa in diversi villaggi. Quando il regime di Mengistu si concluse, molti coloni ritornarono in madrepatria. Ora la popolazione vive in cinque villaggi adiacenti. Nel villaggio Shebo è situata la parrocchia fornita di: asilo, chiesa, casa del sacerdote, pozzo d’ acqua e piccole fattorie. In altri villaggi la parrocchia ha situato cappelle e punti di distribuzione d’acqua per la comunità.
In questi villaggi ci sono diverse problematiche sociali, in particolare l’emarginazione femminile dalla vita economica. Le donne spendono la maggior parte del loro tempo per prendersi cura della casa, preparare il cibo, prelevare l’ acqua, raccogliere la legna da ardere e allevare i bambini. Per emancipare le donne da questa condizione, il Vescovo locale desidera organizzare un corso di formazione sull’allevamento di ruminanti con l’obiettivo di aiutare le donne a ottenere un piccolo reddito. Attraverso il fondo iniziale previsto dal presente progetto, si provvederà ad aiutare le donne nell’acquisizione di piccoli animali e di una formazione specifica.

Nella regione di Gambella,  il numero di donne che completa la scuola media è molto basso. Per questa
ragione, molte donne entrano nel mercato del lavoro nero per guadagnare qualche soldo per essere da
supporto alle loro famiglie, specialmente nella vendita di bevande tipiche del posto. Inoltre alcune donne
non possono entrare in commercio per la mancanza di un piccolo capitale iniziale. Questo problema
colpisce soprattutto le vedove, che non hanno chi le supporti economicamente. Non ci sono istituzioni disposte ad aiutare le donne nei finanziamenti per avviare piccole attività. Molte donne, specialmente le capofamiglia, sono impegnate anche in due lavori fisicamente impegnativi: raccogliere legna in boschi lontani dalle loro case o vendere carbone. Generalmente non riescono ad avere alimenti sufficienti per nutrire se stesse e i loro figli, di conseguenza sono vulnerabili alle malattie. La malaria è endemica nella regione di Gambella e provoca molte vittime, lo scarso reddito non permette tra l’altro la cura di questa malattia.

Per aiutare le vedove, il primo problema che si deve affrontare riguarda come diversificare la loro
fonte di reddito. Un progetto pilota ha iniziato ad aiutare le donne nella diocesi a diventare autosufficienti, attraverso il prestito dal fondo rotativo previsto dal progetto. Le nuove attività economiche prevedono la vendita al dettaglio di differenti articoli alimentari e carbone, pollame, allevamento di animali. Il risultato è stato incoraggiante e per implementare tale progetto si intende procedere con l’allevamento degli animali. Anche se povere, molte donne sono coinvolte nelle attività sociali organizzate dalla parrocchia. In tutte le cinque ‘’postazioni’’ della parrocchia Shebo, ci sono 740 donne.

Di queste donne il progetto coinvolgerà 70 vedove o donne capofamiglia. Nella prima parte della formazione pratica, le donne potranno ricevere già alcuni capi di bestiame. Successivamente, quando gli animali partoriranno, le donne daranno i piccoli animali alle beneficiarie, che saranno scelte per la seconda fase del progetto. Le donne firmeranno un contratto per trasferire la prima cucciolata a altre beneficiarie. Solo dopo aver trasferito i piccoli a un’latra donna, gli animali adulti diventeranno loro. La principale richiesta per la realizzazione del progetto sono i fondi per la formazione delle donne coinvolte e per l’ acquisto di animali.

La Diocesi ha un podere nel villaggio di Shebo. Alle beneficiarie di questo progetto sarà chiesto di lavorare nel podere almeno per un mese, così esse acquisiranno la formazione pratica necessaria. Mentre le donne saranno impegnate nell’apprendimento, sarà offerto loto una piccola paga giornaliera in modo da poter far fronte alle necessità alimentari della propria famiglia.

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