Fare posto a Gesù nella famiglia l’augurio natalizio di Mons. Arcivescovo

di - del 16 dicembre 2016 © diritti riservati

Mons. Orazio SoricelliARCIDIOCESI AMALFI – CAVA DE’ TIRRENI
Messaggio Natalizio 2016
Fare posto a Gesù nella famiglia

Nella solennità del Natale del Signore siamo invitati a fissare lo sguardo sul Bambino di Betlemme, adagiato in una mangiatoia e amorevolmente accolto da Maria e da Giuseppe.
Per incontrare il festeggiato, occorre mettesi in coda ai pastori e ai magi, nello stesso atteggiamento di semplicità e di umiltà. Per conoscerlo è necessario ascoltare l’’annunzio angelico: “E’ nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore!” (Lc 2, 11). L’atteso da generazioni, è un dono e una speranza per chi lo accoglie e in Lui cerca il senso e la pienezza della vita. E’ un Bambino che chiede di dimorare al centro della nostra esistenza, perché è lui: “la Via, la Verità e la Vita!” (Gv 14,6).
In questo messaggio augurale, desidero soffermarmi, sulle semplici ed avvincenti parole di Papa Francesco: “Ciascuna famiglia cristiana – come fecero Maria e Giuseppe – può anzitutto accogliere Gesù, ascoltarlo, parlare con Lui, custodirlo, proteggerlo, crescere con Lui; e così migliorare il mondo.(…) E questa è la grande missione della famiglia: fare posto a Gesù che viene, accogliere Gesù nella famiglia, nella persona dei figli, del marito, della moglie, dei nonni… Gesù è lì. Accoglierlo lì, perché cresca spiritualmente in quella famiglia” (Udienza Generale del 17 Dicembre 2014). Gesù viene per ridare spessore al vivere esistenziale a partire dall’alveo familiare, prima cellula e prima palestra della umana convivenza.
Il Nato in Betlemme è venuto a comunicare l’amore divino ad ogni famiglia, perché essa riscopra l’originaria identità: essere, nel mondo, icona dell’amore della Famiglia Trinitaria.
Il mio augurio natalizio è rivolto, in modo particolare, alle famiglie, primo ateneo di profonde relazioni e di comunione e vero preludio al sogno del Nato da Maria Vergine: quello di divenire luogo primario dove abita la vita e l’amore!
Natale è accogliere Dio che si fa pellegrino in un Bambino e chiede cittadinanza all’amore e alla vita bussando anzitutto alle nostre famiglie: solo accogliendoLo faremo di esse cantieri sempre operosi per l’edificazione di una società guidata dalla carità che viene dall’Alto.
Contagiati dall’Emmanuele, il Dio con noi, sentiamoci solidali con le famiglie provate dalle calamità naturali e dagli eventi bellici e bisognose di vicinanza.
Vinciamo l’indifferenza ed andiamo con gioia incontro al Signore!

+ Orazio Soricelli, arcivescovo

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