Basilica del Crocifisso

Basilica Crocifisso AmalfiAttualmente a tre navate, costituisce la più antica cattedrale della città. Risalente al IX sec., fu dedicata all’Assunta, antica protettrice di Amalfi, e ai Santi Cosma e Damiano. Essa sorse molto probabilmente intorno ad una più piccola cattedrale paleocristiana, di cui restano capitelli e colonne di spoglio, nonché transenne e balaustre ora conservate nel chiostro.

Il portale d’ingresso dovrebbe invece far parte della cattedrale altomedievale. L’interno è costituito dalla grande navata centrale e da quella laterale meridionale, al di sopra della quale sporgono i matronei. La navata settentrionale dovette essere eliminata quando fu costruito il chiostro Paradiso. Al suo posto si notano due cappelle basso medievali coperte da affreschi risalenti al XIII-XIV sec., che sembrano essere una naturale continuazione di quelli presenti nel chiostro.

Tra gli affreschi, di particolare rilievo quello del beato fra Gerardo Sasso di Scala, fondatore dell’Ordine dei Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme. Interventi di restauro di questa primitiva cattedrale furono effettuati nel corso del XIII sec., come dimostrano le lunghe teorie di monofore e bifore archiacute, che si sviluppano lungo le pareti e sulla facciata.

Basilica Crocifisso AmalfiNel periodo della Controriforma la vecchia cattedrale, ribattezzata col nome di SS. Crocifisso, fu totalmente ricoperta dalla nuova veste barocca, poi eliminata nel corso di sessanta anni di lavori, iniziati nel 1931 per riportare alla luce la primitiva struttura romanica. All’interno è conservato un sarcofago marmoreo di età imperiale, riutilizzato nel 1449 per accogliere le spoglie dell’arcivescovo Andrea de Palearea, il cui emblema araldico è bene evidente al centro dell’urna.

Dalla basilica del Crocifisso si esce sull’atrio della Cattedrale, fatto costruire agli inizi del XIII sec. dal cardinale Pietro Capuano e dall’arcivescovo Matteo di Capua.

Sulla facciata esterna gli archi moreschi intrecciati scaricano su colonnine marmoree, mentre le pareti interne sono caratterizzate da grossi blocchi tufacei bicromi. L’attuale assetto architettonico è il risultato del rifacimento ottocentesco.

Le grosse colonne di marmo e di granito che scandiscono lo spazio interno sono in parte originarie, conservate oggi nel chiostro. Lungo la parete interna, affreschi raffiguranti scene della vita di Cristo e S. Andrea Apostolo, realizzati nel 1929 da Paolo Vetri, allievo di Domenico Morelli.

Nell’atrio si affacciano i tre ingressi della nuova Cattedrale, di cui quello centrale presenta le porte di bronzo fuse a Costantinopoli nel 1060 e il portale marmoreo, risalente all’VIII sec., con figure antropomorfiche e motivi geometrico-floreali “ad otto” di arte longobarda.

Dall’atrio attraverso le porte bronzee entriamo nel religioso silenzio della Cattedrale

(testi del Centro di Cultura e Storia Amalfitana – diritti riservati)