La Cattedrale

La-CattedraleAccanto all’antica Basilica del Crocifisso sorge la nuova Cattedrale, fondata dal duca Mansone I nel 987 ed ampliata agli inizi del XIII sec. dal cardinale Pietro Capuano. Fu dedicata sin dalle origini a S. Andrea Apostolo, divenuto poi il patrono della città. La nuova basilica, come la vecchia, è impostata su tre navate, un tempo separata da file di colonne classiche.

Nel corso del Medioevo le due cattedrali erano in diretta comunicazione, per cui costituivano un unico complesso architettonico a sei navate. Nel primo ventennio del XVIII sec. la cattedrale di S. Andrea fu totalmente riformata secondo lo stile barocco per volere dell’arcivescovo Michele Bologna. Le colonne furono quindi sostituite da pilastri intarsiati di marmi policromi, i matronei vennero occlusi mediante decorazioni settecentesche, e il soffitto istoriato con cassettoni in oro zecchino, contenenti tele di Andrea dell’Asta e della scuola napoletana, rappresentanti scene della vita e del martirio di S. Andrea.

L’atrio della Cattedrale, fu fatto costruire agli inizi del XIII sec. dal cardinale Pietro Capuano e dall’arcivescovo Matteo di Capua.

L'Atrio

l’Atrio – particolare

Sulla facciata esterna gli archi moreschi intrecciati scaricano su colonnine marmoree, mentre le pareti interne sono caratterizzate da grossi blocchi tufacei bicromi. L’attuale assetto architettonico è il risultato del rifacimento ottocentesco.

Le grosse colonne di marmo e di granito che scandiscono lo spazio interno sono in parte originarie, conservate oggi nel chiostro. Lungo la parete interna, affreschi raffiguranti scene della vita di Cristo e S. Andrea Apostolo, realizzati nel 1929 da Paolo Vetri, allievo di Domenico Morelli.

Nell’atrio si affacciano i tre ingressi della nuova Cattedrale, di cui quello centrale presenta le porte di bronzo fuse a Costantinopoli nel 1060 e il portale marmoreo, risalente all’VIII sec., con figure antropomorfiche e motivi geometrico-floreali “ad otto” di arte longobarda.

L’interno della Cattedrale presenta ancora qualche traccia della struttura originaria, come alcune colonne e capitelli classici individuati mediante saggi nelle pareti e nei pilastri, nonché archi moreschi intrecciati al di sotto degli stucchi barocchi del transetto.

duomoLungo le pareti laterali delle navate secondarie, coperte da volte a crociera, si aprono dieci cappelline che contengono tele sei-settecentesche e sculture marmoree e lignee di varie epoche.

Al di sopra dell’ingresso alla navata destra, il Miracolo di S. Andrea, tela di Ottavio Eliani (XVIII sec.).

Nella prima cappella, icona marmorea con i santi Giovanni Evangelista, Benedetto, e il Battista; l’intero complesso, ad eccezione della statua mediana realizzata nel XVII sec., è della fine del XV sec..

Dopo la nicchia con la bara del Cristo portata in processione la sera del Venerdì Santo, seguono altre quattro cappelline con altrettante tele raffiguranti la Madonna del Rosario, S. Michele Arcangelo, S. Nicola e la Natività, opere di Silvestro Mirra ed allievi (inizi XVIII sec.).

Dopo la seconda cappella, in una nicchia a muro, reliquiario di S. Andrea in argento cesellato (XVI sec.).

Tra la terza e la quarta cappella si apre l’ingresso alla sacrestia: a pianta ottagonale con copertura a volta affrescata, fu costruita nel 1786. Vi si conservava il Tesoro Sacro della Cattedrale: accanto ai numerosi pezzi di argenteria, reliquiario in avorio con scene del martirio dei SS. Cosma e Damiano, opera di Baldassarre degli Embriachi (sec. XIV); lettiga di viaggio di scuola cino-lusitana di Macao, adoperata dagli arcivescovi amalfitani e risalente al Seicento, di cui in parte trasferiti nell’adiacente museo.

soffitto-cattedrale

particolare soffitto

Di estremo interesse la mitra in oro, argento, gemme e perle, una delle più preziose del medioevo europeo: raffinatissimo prodotto dell’arte orafa napoletana, fu eseguita al tempo di Carlo II per il figlio Lodovico.

Calice in argento dorato (sec. XIV), dal piede ottagonale con gemme sfaccettate; sul lato anteriore, una minuscola edicola incornicia il Cristo Crocifisso. Stauroteca (reliquiario della S. Croce) in argento, della metà del XV sec.; sul lato anteriore, chiuso da un vetro, una piccola cresce del Sacro Legno con testate coperte da lamine d’oro lisce. Collare dell’ordine del Toson d’Oro, in argento dorato con grande rubino pendente, di probabile provenienza madrilena (sec. XVII – XVIII).

Della porta seguente si accede alle scale della Cripta.

Tre gradini separano le navate laterali dal transetto: realizzato durante gli interventi di ampliamento del XIII sec., è coperto a cassettoni e conserva tele settecentesche di Giuseppe Castellano, raffiguranti la Vocazione di S. Andrea e la Pesca miracolosa. Nel transetto destro, dopo il sarcofago e la lastra marmorea dell’arcivescovo de Cunto (1503), è collocato un altro altare marmoreo arricchito da una tela con S. Antonio ed altri santi. Accanto all’altare maggiore è situata la settecentesca cappella del coro dei canonici: adattata a lipsanoteca, conserva nicchie e armadi reliquiari. Un pregevole paliotto con mosaici proveniente da un antico ambone del XII sec. adorna il piccolo altare in marmo.

Al centro del presbiterio, l’altare costituito dal sarcofago dell’arcivescovo Pietro Capuano (1360): nei rilievi, Cristo, la Vergine e gli Apostoli; sui due lati brevi, S. Basilio e S. Nicola di Bari.

particolare-altareAi lati, due colonne monolitiche di granito rosso, provenienti forse da Paestum e sormontate da pregevoli capitelli, sorreggono l’arco trionfale. Accanto ad esse vi sono due candelabri, costituiti da colonne tortili, impreziosite da mosaici duecenteschi.

L’altare maggiore fu costruito tra il 1711 e il 1712 da Giuseppe e Paolo Mozzetti utilizzando i marmi da un antico altare appartenente al monastero di S. Maria di Positano. La grande tela del Martirio di S. Andrea fu dipinta nel 1715 dal dell’Asta, che realizzò anche gli affreschi del catino absidale rappresentanti S. Andrea, l’Assunta e S. Giovanni Battista. I due pulpiti laterali furono ricostruiti nel XVII sec. impiegando mosaici di un vecchio ambone del XII sec.

Nel transetto sinistro, oltre ad un altare marmoreo con tela settecentesca raffigurante l’Auxilium Christianorum, si apre una cappella realizzata nel XVIII sec. interamente decorata con marmi policromi e coperta da una volta a vela affrescata.

Nelle cinque cappelle della navata sinistra, partendo dal transetto, vi sono tele raffiguranti S. Eustachio, la Madonna delle Grazie, S. Gaetano da Thiene e S. Andrea Avellino, e la Beata Vergine, anch’esse realizzate nel ‘700 da Silvestro Mirra e la sua scuola.

l'Altare

l’Altare

Nella cappella presso l’ingresso laterale sinistro, interamente affrescata, vasca in porfido rosso egiziano, proveniente da Paestum, in seguito adibita a fonte battesimale.

Fra le cappelle sono intercalate due porte murate, un tempo comunicanti con la basilica del Crocifisso; fra la terza e la quarta cappella, un sacro recinto con S. Raffaele e S. Michele.

Accanto all’ingresso laterale sinistro, custodita in una teca in noce, una grande croce di madreperla donata da monsignor Ercolano Marini alla Chiesa di Amalfi al ritorno dal suo pellegrinaggio a Gerusalemme nel 1930. Al di sopra dello stesso ingresso, la Pesca miracolosa, tela realizzata negli anni ’50 del nostro secolo dell’artista russo Vassilij Necitailov.

Lungo la parete destra, una scalinata conduce alla sottostante Cripta.

 

 

(testi del Centro di Cultura e Storia Amalfitana – diritti riservati)