Lo iota

di - del 22 marzo 2017 © diritti riservati

di don Antonio Landi

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Lo iota è la lettera più piccola dell’alfabeto ebraico e simboleggia ciò che è molto minuscolo, talvolta insignificante. Per Gesù la Legge che Dio ha consegnato a Mosè e al popolo d’Israele non va abolita, né trasgredita, ma osservata. La ragione è questa: essa è frutto del patto di alleanza tra Dio e il suo popolo; è espressione della compassione e della tenerezza con la quale Egli si è preso cura d’Israele. Nella Legge Dio ha comunicato la sua volontà: ecco il motivo per il quale non va cancellata. Tuttavia, non bisogna mai dimenticare che essa è uno strumento per avvicinare due realtà: Dio e l’uomo. Oltre la Legge, c’è un Padre che istruisce il suo popolo e una Madre che lo alleva amorevolmente. Nella Legge c’è il desiderio che ogni uomo sia salvo, e in Cristo tale salvezza si è fatta visibile e fruibile.

Dio vi benedica!

 

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