AC Amalfi una realtà del calcio costiero

di - del 19 marzo 2014 © diritti riservati

costa d'Amalfi calcioL’AC Amalfi nasce nell’estate del 2009, quando Gerardo Lucibello, insieme a Emilio Lucibello e Vincenzo Celia, decidono di dar vita ad una squadra di calcio della città, che nasceva dalle ceneri del vecchio AC Amalfi, con i colori sociali rosso e blu scuro.

L’idea era quella di costruire un gruppo con i ragazzi della cittadina della costiera, e anche dei comuni limitrofi, per creare un qualcosa che aiutasse i ragazzi a divertirsi e allo stesso tempo fare sport, oltre a riportare in vita una squadra che non esistiva ormai da troppo tempo.
E così si inizia ad allestire l’organico societario, composta da Ciro Gatti (segretario), Giancarlo Scala (dirigente accompagnatore), Vincenzo Celia ed Emilio Lucibello come presidenti, e si scelse di affidare la squadra a Gerardo Lucibello, la società si iscrive al campionato di Terza Categoria e dopo di ciò si passa a formare la squadra.

Iniziano ad arrivare i primi nomi importanti, con presenze in promozione e in eccellenza: è il caso di Aldo Viviani, Manuel Cipriano, Antonio Somma, Giovanni Ruocco e Giuseppe Arpino più alcuni giovani con poca esperienza ma tanta freschezza e volontà come Michele Dattero, Roberto Proto e Luca Esposito.

calcio amalfiL’avventura dell’AC Amalfi sarebbe iniziata, dunque, in terza categoria, nel girone B della provincia di Salerno, avventura che l’Amalfi avvia con una grande prestigiosa amichevole al Romeo Mento di Castellammare contro la Juve Stabia, ai tempi in Serie C.

In campionato l’AC Amalfi inizia di gran carriera il girone d’andata che termina con una sola sconfitta, nell’ultima gara di andata, contro la Nuova Salerno, con i tre bomber costieri, Somma, Cipriano e Arpino in grande evidenza.

L’AC Amalfi, nella stagione 2009-2010, conoscerà solo 3 sconfitte e, dominando il girone con la Nuova Salerno, viene promossa insieme ai salernitani in Seconda Categoria. Ma questa società ragiona in grande, e le ambizioni sono tante, e così si pensa già ad allestire una rosa che nel giro di uno- due anni possa ambire a campionati diversi.
E difatti, vengono prelevati dal Club Gioventù Tramonti giocatori che si riveleranno fondamentali per le stagioni a venire: Vincenzo Verderame, Andrea Florio, Gaetano Buonocore, Raffaele Cioffi e altri due giovani amalfitani, Antonio Brangi e Simone Esposito.

Riconfermato Lucibello in panchina, mentre in società si aggiungono all’organigramma societario Mario Pisani e Antonio Cretella. Il nuovo campionato inizia con un’altra amichevole di prestigio, contro la Paganese.
Purtroppo l’AC Amalfi, a differenza degli anni passati, stenta un po’, ma termina il campionato al quinto posto, comunque un buon risultato per una neopromossa. Ma la svolta per l’Amalfi arriva nell’estate del 2011 quando, come una reazione a catena, Gerardo Lucibello, viene eletto presidente, e a sua volta, ingaggia come nuovo allenatore l’esperto Pasquale Di Crescenzo, con sulle spalle, tanti campionati di Serie D e eccellenza, un Di Crescenzo che, a seguito di accordi con la società, diventerà allenatore-giocatore della squadra.

Costa-d'Amalfi-calcio-garaArrivano ulteriori rinforzi per la rosa della squadra, i giovani Infante, Vissicchio, Bellogrado e Schiavo e soprattutto Raffaele Di Paolo, minorese con tante presenze in Serie D, e in altri campionati, con la maglia gialloblu della Scafatese.
La dirigenza vuole la promozione in Prima Categoria come obiettivo stagionale per l’anno 2011-2012: ma la concorrenza è serratissima e le varie FiPe, Virtus Molina, Nuova Salerno e Paolo Masullo, che avevano fallito la promozione l’anno prima, non sarebbero state di certo lì a guardare.

Finito il girone d’andata, l’Amalfi si ritrova in piena zona play-off in un girone dominato in lungo e in largo dal Club Gioventù Tramonti che avrebbe poi vinto il girone con molte partite d’anticipo. Viene stretto una sorta di gemellaggio con la Salernitana e si organizzano due amichevoli di lusso, giocatasi una al San Martino di Maiori e una niente meno che all’Arechi di Salerno.

Nel girone di ritorno, mostrano tutto il loro valore e terminano il campionato al secondo posto, con il diritto di giocare i play-off promozione in casa. La semifinale viene largamente vinta 3-0 contro il FiPe e finale al cardiopalma decisa con un eurogol di Simone Esposito addirittura nei tempi supplementari, dato che i tempi regolamentari erano terminati 2 a 2.

Arriva così la Prima Categoria dopo circa 20 anni. Nel 2012 cambia ulteriormente la storia di questo club: l’AC Amalfi, vuole allargare i propri orizzonti e, di fatti, nell’estate del 2012 si fonde con la scuola calcio Intercostiera (affiliata ad una società importante come l’AC MILAN), di Ignazio Di Martino, Gaetano Buonocore, Emanuele Reale e Luigi Mansi. Nasce il Costa d’Amalfi Football Club, società che vanterà un settore giovanile puro con allievi, giovanissimi, esordienti, primi calci e pulcini e, la prima squadra, che viene affidata agli ordini del nuovo mister, Luigi Proto, ex allenatore degli allievi regionali dell’Intercostiera.

Costa-d'Amalfi-calcio-coppa-italiaSquadra molto simile a quella del 2011, con due innesti importanti come Luca Buonocore e Nello Ferraioli, l’idea è quella di puntare tutto sui giovani, di farli crescere giocando, un rischio grosso dato che il Costa d’Amalfi finisce in un vero e proprio girone di ferro, il girone F, con tantissime squadre di una certa importanza come Centro Storico Salerno, Ristor Lettere, Santa Maria la Carità, lo stesso Club Gioventù Tramonti, ma su tutte, la nobile decaduta Scafatese.
A metà girone d’andata, lo score dei costieri è più che negativo: ultimo posto con appena 4 punti conquistati. A questo punto la società decide di intervenire sul mercato, e vengono presi Luigi Cuomo e Salvatore Acampora, ex componenti della Juve Agerolina. Il Costa d’Amalfi terminerà la stagione addirittura al settimo posto, sovvertendo letteralmente ogni pronostico che la dava per spacciata.

Nell’estate del 2013, la società  intuisce che questo campionato non sia adatto a chi ha come input quello di valorizzare i giovani, e così chiede di essere iscritta al campionato di Promozione, tramite ripescaggio, ma, dopo tante riunioni con il Presidente della FIGC LND Campania Vincenzo Pastore, proprio all’ultimo, un’altra nobile decaduta, l’Ebolitana, che nella stagione 2012-2013 prendeva parte al girone G di Prima Categoria, viene preferita ai costieri e ripescata, quindi, nel campionato regionale di Promozione.

La dirigenza gialloblù (colore sociale del Costa d’Amalfi), però, non si dà per vinta e decide di rinforzare la squadra e di voler conquistare la promozione sul campo. Arrivano tanti nuovi innesti: dal Club Gioventù Tramonti, Vincenzo Buonocore, Gennaro Foglia, Enrico Migliaccio, Salvatore Sammarco, Federico Lupo, Mario Passaro e soprattutto Vincenzo Criscuoli in arte Sandokan che, nella stagione in corso, metterà a segno 23 reti in 23 partite giocate.
In più, ecco arrivare Pasquale Raimondo dal Picciola, Mauro Zambrano (cresciuto nelle giovanili della Paganese) e Ciro De Gennaro, portiere ex Salernitana e Scafatese, che si rivelerà essere in assoluto il più forte del campionato nel suo ruolo.
Alla presentazione della squadra, che coincideva con il primo giorno di preparazione, agli ordini di Mister Proto, il 2 Settembre, giunge una telefonata tanto inattesa e insperata, quanto bella: Il Comprensorio Valcalore rinuncia al suo titolo di promozione, titolo che quindi, viene acquisito dal Costa d’Amalfi che vede realizzato il sogno di un’estate intera.

Il Costa d’Amalfi vola in promozione col titolo del Valcalore nello stesso girone di giganti come Valdiano, Real Pontecagnano, Giffonese e Ebolitana.
Arrivano ulteriori rinforzi, dal Sorrento, Bellogrado, amalfitano doc, e viene tesserato Federico Apicella, giocatore di grande qualità, che militava nella Salernitana, prima di fermarsi per un brutto infortunio che lo ha tenuto lontano dal campo per quasi due anni.

La dirigenza si prefigge come obiettivo stagionale la salvezza ma, a poche partite dal termine del campionato, il Costa d’Amalfi si ritrova terzo in classifica e pronto ad affrontare i play-off per riuscire a conquistare un sogno inaspettato, un sogno che manca da trenta anni nella realtà costiera, un sogno chiamato ECCELLENZA.

 

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