Un sito ‘formativo’ e non solo informativo, a servizio della fede.

di - del 6 Luglio 2017 © diritti riservati

Il problema principale delle comunità parrocchiali è oggi non tanto quello di cosa fare bensì quello di porsi nuovamente il problema della ‘fede’. Da molto tempo non perdo occasione per dire che avere fede non significa tanto credere che Dio esista: questa non è ancora fede bensì soltanto espressione di un senso religioso che noi cristiani abbiamo in comune con tanti altri esseri umani, e che è certamente la condizione della fede ma non è ancora ‘fede.
Avere fede è credere che quel Dio che esiste si è rivelato e ci interpella a seguirlo per ammetterci alla comunione con sé, percorrendo le strade che Egli ci indica per raggiungerlo. Questa è la fede biblica: altre idee di fede sono contraffazioni che nascono dal nostro punto di vista e che proprio per questo non sono ‘fede’ perché esprimono più un auto-ripiegamento su se stessi che un’apertura al Mistero di Dio.
Il problema è vivo e urgente, ovviamente, soprattutto all’interno delle comunità parrocchiale dove l’esperienza che viene definita ‘di fede’ oscilla tra il sentimentalismo religioso, un senso fatalistico della vita, la devozione puramente esteriore o una sorta di fai-da-te che cerca di conciliare l’amore verso Dio e l’amore verso le proprie esigenze e i propri desideri. Si diffonde sempre più una nuova professione di fede che potrebbe riassumersi così: IO credo in Dio ma faccio quello che IO credo. Tante sono le motivazioni di questa deriva: sono convinto però che la principale sia la non-conoscenza della propria fede.

Una fede non conosciuta non può essere né apprezzata, né vissuta e nemmeno, paradossalmente, rifiutata. Per questo motivo vorrei che questo sito non si riduca ad essere un semplice strumento INFORMATIVO ma diventi soprattutto un luogo FORMATIVO che possa aiutare gli utenti a riscoprire la bellezza della fede, proponendo riflessioni sul contenuto della Catechismo della Chiesa Cattolica: quasi una pillola al giorno per suscitare conoscenza, interrogativi e perché no, anche dialettica. Gli articoli infatti saranno aperti ai commenti dei lettori, alle loro domande, alle loro provocazioni. Sono curioso di vedere cosa accadrà. E come si dice in gergo internetico: STAY TUNED!

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Info don Antonio Porpora

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