Nel ricordo di Don Peppino Diana

di - del 20 marzo 2014 © diritti riservati

giuseppe dianaSignore io non mi chiedo se esisti, solo da che parte stai”, queste sono le parole pronunciate da don Peppino durante i funerali di Francesco, il ragazzo ucciso per “sbaglio” dalla camorra a Casal di Principe.

La fiction trasmessa da RAI 1 ha mostrato nella sua spietatezza quanto orribili siano i crimini di queste persone che fanno del loro vivere una sfida allo Stato ed alle Istituzioni; ragazzi che guardano i camorristi come esempi da imitare e da seguire.

Viene da chiedersi: “E lo Stato che fa”?

Un prete modello, pur tra tante difficoltà, cerca di accogliere questi ragazzi che hanno bisogno di sentirsi protagonisti nel bene e non nel male.

Qualche domenica fa, su invito di Don Michele, è venuto ad Amalfi il parroco di Pomigliano d’Arco, don Peppino Gambardella, cittadina a nord-est di Napoli, polo di eccellenza, fino a qualche decennio fa, del settore metallurgico con la presenza di aziende leader come FIAT, ALENIA, ALFA e di tutto l’indotto.

Vi lavoravano migliaia di operai. Dietro quei numeri, come giustamente ha detto il parroco, c’erano e ci sono famiglie con figli. Allora… vai con il picchetto davanti alle fabbriche con i lavoratori che perdono il posto per la crisi e le ristrutturazioni aziendali.

Essere cristiani oggi è anche questo. Io sommessamente dico: “Meno male che ci sono questi sacerdoti che, anche a rischio della proprio vita, affermano che fare un po’ meno liturgia e prestare più attenzione al sociale non guasta!

Oggi, alle celebrazioni per ricordare Don Peppino a venti anni dalla sua morte, Don Ciotti ha ripetuto che non bisogna essere cittadini ad intermittenza, ma è necessario prestare attenzione a ciò che accade intorno a noi: essere vicini al diverso non “per fargli le pulci “ ma per comprenderlo ed aiutarlo nel processo di integrazione; ciò è più gratificante di qualunque altra cosa.

Gesù infatti ha detto: “beati gli ultimi che saranno i primi.”

Le marce dei ragazzi che oggi hanno riempito le strade di Casal di Principe sono un segno dei tempi che cambiano e ci inducono a riflettere che il Bene, anche se sommessamente, trionfa sempre.

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