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 Msc Maria Saveria Diario di viaggio di un navigante amalfitano

di Salvatore Barra

Msc Maria Saveria – 7 Aprile 2016 – in Navigazione da King Abdullah a Beirut / Canale di Suez

Dopo aver percorso 4405 miglia marine alla velocità media di 19.40 nodi, attraversato lo stretto della Malacca, Oceano Indiano, Golfo di Aden e parte del Mar Rosso, (un viaggio di 9 giorni ed 11 ore), questa mattina alle 2:00, abbiamo ormeggiato al Container Terminal di KAP (King Abdullah Port).
L’altra parte fino a Suez la stiamo percorrendo dopo aver spostato l’orologio della nave di 5 ore, essendo l’Arabia Saudita al fuso orario + 3 dal GMT (Tempo Medio di Greenwich).

Eravamo partiti da Singapore il mattino del 28 Marzo, giorno di pasquetta in quanto il porto di Singapore era operativo ed il nostro equipaggio doveva garantire la necessaria assistenza. Anche se su 23 persone imbarcate, solo sette sono di religione Cattolica, la festività della Pasqua era meno sentita ma per rispettare la tradizione della compagnia di navigazione, (la MSC è di origini Italiane ed è diretta da una famiglia italiana), abbiamo deciso di festeggiare il 30 marzo. Una splendida giornata, con mare calmo e cielo sereno, così, come tutti gli altri giorni che hanno caratterizzato questa traversata.

Msc Maria SaveriaQuando assunsi il Comando della Msc Saveria, ricevetti istruzioni di seguire la linea di Navigazione denominata Pearl-Lion (Perla-Leone), rotta commerciale tra il nord Europa – Golfo Persico – Singapore, Cina, Giappone, California, per poi ritornare in Nord Europa ripercorrendo quasi gli stessi porti ma dopo gli interventi eseguiti al bacino di carenaggio, la nave è stata impiegata sulla linea di navigazione denominata “Himalaya Express”. Una rotta tra i porti del Nord Europa e l’India occidentale, passando per l’Italia – Gioia Tauro e per l’Arabia Saudita – King Abdullah Port.

Partiti da Singapore mi venne indicato come prossimo scalo il porto di KAP, situato nel Mar Rosso, poco a Nord della città di Gedda ed una volta confermato lo scalo, ricevetti una comunicazione via email dall’agenzia araba, che vi traduco:

BUON GIORNO CAPITANO
VI FACCIO NOTARE CHE LA VOSTRA NAVE ORMEGGERA’ ALL’ARRIVO A KAP (KING ABDULLAH PORT)
MANTENETE CONTATTO VHF (RADIO) SUL CANALE 14 (KAP VTS (VESSEL TRAFFIC SERVICE )) PER LE ISTRUZIONI DI ORMEGGIO.
INOLTRE VI PREGHIAMO – SE AVETE BEVANDE ALCOLICHE , MATERIALE OSCENO CD- DVD- HARD DISK – DI TENERLI IN UN LOCALE SIGGILLATO CHE VERRA’ ISPEZIONATO DA UN’UFFICIALE DELLA DOGANA SUBITO DOPO L’ARRIVO IN PORTO DELLA TUA BELLA NAVE, SE NON LO FARETE (OVVERO SE ALCOL O MATERIALE OSCENO FOSSE TROVATO IN ALTRO LUOGO nds) , SAREBBE CONSIDERATA VIOLAZIONI, PASSIBILI DI PESANTI PENALITA’ E MULTE.
VI PREGHIAMO DI NON OFFRIRE SIGARETTE ALL PERSONE CHE VERRANNO A BORDO.
VI PREGHIAMO DI CONFERMARE LA RICEZIONE DI QUESTO MESSAGGIO,
Con I nostril migliori saluti
MSC KAP

Msc Maria SaveriaI controlli dell’autorità doganale – previsti in tutti i porti di scalo – avvengono in qualsiasi ora del giorno o della notte. Il comando nave, prima dell’arrivo in porto deve presentare all’Autorità preposta una dichiarazione doganale di ciascun componente l’equipaggio. In caso di ispezione, tutti gli uomini dell’equipaggio vengono radunati in un salone della nave; vengono visitate le cabine talvolta anche con cani antidroga; controllano tutto quello che c’è, valuta, sigarette, computer, CD, vestiario e borsette alla ricerca di quelli contraffatti. Operazioni necessarie ma estenuanti, che spesso non tengono conto del duro lavoro sostenuto dall’equipaggio prima di attraccare in porto, e di quanto sia stanco.

Una nave mercantile in acque territoriali o in porto, viene assoggettata alle leggi dello stato ospitante. Nei porti di fede islamica è proibito mostrare immagini “oscene” (finanche se riprodotte su calendari); a tavola non è permesso mettere il vino e l’aceto; detenere delle birre costituisce reato.

In Arabia Saudita per “i non Musulmani”, sono previste solo tre ore di libera uscita ogni 20 giorni, non è possibile indossare catenine con immagini cristiane ed in certe aree non è possibile accedere se non si è di religione Islamica; non è consentito esercitare il culto cristiano perché non vi sono chiese.

Le navi militari, invece, a differenza dei mercantili, in porto o durante il transito in acque territoriali, beneficiano del regime di extraterritorialità. Ad esempio, una nave della Marina Militare Italiana è considerata sempre “territorio” dell’Italia in cui vigono, comunque, le leggi italiane, quindi non soggetta alle leggi dello Stato ospitante e quindi non soggetta a visite o ad ispezioni da parte delle autorità locali.
In alto mare, ossia fuori delle acque territoriali, sulle navi mercantili si esercitano le leggi dello Stato di bandiera.
Il diritto internazionale è una materia molto interessante, basti pensare alla vicenda dei due fucilieri di Marina che fa tanto discutere, arruolati nel battaglione di San Marco, imbarcati su un mercantile battente bandiera Italiana, in missione anti-pirateria, coinvolti in una disputa tra i governi di Italia ed India.
Msc-Saveria_vista-da-bordoSolo questa mattina, con le prime luci dell’alba mi sono effettivamente reso conto del posto in cui mi trovavo: un porto situato tra la sabbia del deserto ed un mare cristallino color cobalto.
Il Pilota del porto, Issam, mi ha spiegato che il progetto di KAP è molto ambizioso: realizzare un porto privato destinato ad essere il più grande dell’area mediorientale intorno al quale nascerà la città di King Abdullah Port, una metropoli da 2.5 Milioni di Abitanti.
Certamente lo sarà! Attualmente è soltanto un porto in costruzione con due sole navi, una grande città in costruzione con soli cinquemila abitanti.
Issam mi dice sarà cosi tra pochissimi anni “Insh Allah!” con la volontà di Dio!
Sarà certamente così, ma al momento è il caso di dire, vedo solo una “cattedrale in mezzo al deserto”.
Domani sera saremo a Suez, il giorno successivo dopo il transito del Canale navigheremo ancora verso Est, diretti a Beirut: la navigazione continua…

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