Madre Celeste Crostarosa Beata

di - del 9 gennaio 2016 © diritti riservati

suor Celeste Crostarosa1Gioia ed esultanza per la Comunità Redentorista. Domani alle 12,30 le campane di tutta l’Arcidiocesi di Amalfi – Cava de’ Tirreni suoneranno a festa alle 12,30, annunceranno l’evento atteso da tempo della beatificazione della Venerabile  Suor Celeste Crostarosa, fondatrice delle Suore Redentoriste di Scala,  dichiarata beata da Papa Francesco.

 La celebrazione si svolgerà a Foggia il 18 giugno 2016 dal delegato Pontifico Sua Eminenza il Card Angelo Amato, Prefetto della Congregazione dei Santi. 

 

Nacque a Napoli il 31 ottobre 1696 con il nome di Giulia Marcella Crostarosa, figlia di Francesco Crostarosa e Paola Battistini Caldari, discendente da nobile famiglia di abruzzesi, signori dell’Aquila e Pizzoli.
Precoce in intelligenza e capacità di ragionare, trascorse l’infanzia e l’adolescenza nella agiata serenità della sua casa, immersa in una profonda vita spirituale. Suo direttore fu don Bartolomeo Cacace, il quale le diede sicurezza nelle prime immancabili prove; nel 1716 insieme alla madre, accompagnò la sorella Orsola al monastero Teresiano di Marigliano, recentemente fondato e qui decise con convinzione, di restare anche lei, aveva 20 anni.
Rimase nel convento sette anni, assolvendo con responsabilità e fermezza, gli incarichi che le vennero affidati; intanto essendo defunto il primo direttore spirituale, conobbe il padre Tommaso Falcoia dei Pii Operai, il quale nel 1720 aveva fondato a Scala (SA) un monastero sotto la regola della Visitazione e in questo convento Maria Celeste insieme alla sorella, si trasferì nel 1724, dopo la chiusura per forza maggiore del convento di Marigliano. Nei nove anni di Scala ella ebbe carismi celesti e persecuzioni umane; fattori che contribuirono a formarla alla santità più eroica ed ai faticosi compiti che l’aspettavano.
Per citarne qualcuno: il 25 aprile 1725, ancora novizia, riceve la prima grande rivelazione, cioè quella che per mezzo suo il Signore avrebbe posto nel mondo un nuovo Istituto e le cui Regole erano contenute nella vita del Salvatore, “come un libro aperto”.
In altra visione, Gesù le rivela l’abito del nuovo Istituto e le preannuncia le sofferenze che l’opera comporterà. Per ubbidienza alla maestra delle novizie, redige il testo delle regole, così come il Signore, in forma interiore le dettava, nel contempo pratica un rigoroso digiuno a pane ed acqua; dopo un certo tempo un consiglio di teologi napoletani, sollecitati dal padre Falcoia, approva il testo delle regole, confermando l’ispirazione divina.
Nel settembre 1730 arriva a Scala per riposarsi, s. Alfonso de’ Liguori, fondatore dei Redentoristi, il quale conosciuta la nuova Regola, l’introduce nel monastero il 13 maggio 1731.
Ben presto vennero i momenti bui, padre Falcoia creò difficoltà, rimaneggiando la Regola e imponendo alla madre Maria Celeste di accettare le correzioni, pena l’espulsione dall’Istituto. Nel 1733 la riformatrice Maria Celeste fu costretta a lasciare il monastero di Scala, dove aveva provato le più intense comunicazioni divine. Si ritirò a Nocera Inferiore, dove per incarico del vescovo locale, riformò il monastero di cui era ospite; trascorsi cinque anni incontrò il nuovo padre spirituale don Bernardino Sommantico, questo fatto rinvigorì e rese entusiasmante il nuovo periodo che le si presentava.
Fu chiamata a Foggia per la fondazione di un monastero con la nuova Regola e quindi il 19 marzo 1738 Maria Celeste poté realizzare il sogno della sua vita consacrata, fondando il nuovo ramo delle Redentoriste o Suore del SS. Redentore, dando alle sue figlie, l’abito che Gesù le aveva rivelato, ben 14 anni prima, come divisa della nuova Istituzione.
A Foggia, nei 17 anni della sua conduzione, formò le innumerevoli discepole alla santificazione, dando loro le ricchezze spirituali di cui era dotata e che ancora oggi sono preziosa eredità per le sue figlie (più di mille), sparse per il mondo.
Godette della stima del fondatore s. Alfonso de’ Liguori; s. Gerardo Maiella le si confidava per lunghe ore, considerandola come una madre; dal popolo veniva chiamata la “santa Priora”.
Morì a Foggia il 14 settembre 1755, la Causa per la sua beatificazione fu introdotta l’11 agosto 1901. Il suo pensiero, la sua spiritualità, le esperienze mistiche, sono contenute in numerosi scritti di notevole valore, conservati in ottimo stato; nata per dirigere, dotata di intelligenza non comune, possedeva le capacità per raggiungere quel che voleva, trascinando con la forza della persuasione e dell’esempio.
L’autenticità delle rivelazioni circa il nuovo Istituto è universalmente riconosciuta; le Congregazioni dei Redentoristi e delle Redentoriste, la riconosce come la Madre che nel travaglio di una vita dolorosa e incompresa da molti, compì l’opera faticosa della gestazione della Congregazione.

(Dal sito “Santi e Beati”, articolo di Antonio Borrelli)

 

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