Preparazione al battesimo

 

battesimi amalfi

Il fonte battesimale

Normativa del Consiglio Pastorale

Battesimo: preparazione, celebrazione e pastorale.

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale del 20 gennaio 2013 si è soffermato a riflettere sul Battesimo, su come viene celebrato in Parrocchia e su quali ricadute pastorali. Partendo dalle norme generali della Chiesa, dalle indicazioni diocesane e da un testo approvato dalla Diocesi di Roma siamo giunti a far nostre le conclusioni che pubblichiamo di seguito. Queste norme e indicazioni, approvate dal Consiglio Pastorale Parrocchiale, andranno in vigore dalla Pasqua 2013, ad esperimentum per un anno. In seguito, dopo una verifica e, se necessaria, qualche variazione, diventeranno indicazioni che tutta la Comunità si impegnerà a rispettare.

1- Mediante il Battesimo, gli uomini sono resi partecipi del mistero pasquale di Cristo, con lui morti, sepolti e risuscitati, ricevono lo Spirito di figli adottivi che li fa esclamare “Abbà, Padre” (Rm 8,15), diventano membra della Chiesa e diventano quei veri adoratori che il Padre ricerca (SC 5-6).

Battesimo, comunità cristiana e famiglia:

2- I bambini vengono battezzati nella fede che professano i loro genitori e nella fede della Chiesa che ne è madre e nutrice. I genitori sono i primi responsabili della scelta di battezzare i propri figli. La Chiesa condivide con loro la scelta e se ne fa carico.

La responsabilità dell’intera comunità cristiana deve pertanto esprimersi in vari modi:

2.1- Nell’inserire la pastorale del Battesimo dentro l’alveo portante della pastorale familiare, avviata nella parrocchia secondo le indicazioni pastorali dell’Arcivescovo dopo i Convegni celebrati nel 2011 e 2012.

2.2- nell’avvicinare la coppia di sposi e particolarmente la gestante, mediante i catechisti, i responsabili di zona, ancora prima della eventuale richiesta del Battesimo, facendo sentire vicina la fraternità e l’amore della comunità cristiana;

2.3- nell’accogliere con gioia e grande amicizia la domanda dei genitori accompagnandola anche con segni e gesti concreti di ascolto, di dialogo sereno e disponibile alle esigenze della famiglia, di offerta di ogni possibile sostegno alle loro necessità. Tale accoglienza potrà avere anche un suo momento liturgico mediante la presentazione delle famiglie dei battezzati durante la celebrazione Eucaristica di una delle Domeniche che precedono la celebrazione del Battesimo. Ma è soprattutto importante che la comunità partecipi alla celebrazione del rito, manifestando così la sua maternità verso i bambini e il suo vivo sostegno di preghiera e di responsabilità verso i genitori. La Domenica in cui si celebrano i Battesimi, i bambini e le loro famiglie siano ricordati nella preghiera dei fedeli delle Sante Messe;

2.4- nel predisporre un preciso itinerario di preparazione al Battesimo con un minimo di tre incontri: dove sarà possibile possono svolgersi a casa e negli orari più consoni alle esigenze della famiglia stessa, da parte di un gruppo di catechisti (sacerdoti, diaconi permanenti, laici, in particolare coppie di sposi) adeguatamente preparati; oppure in parrocchia con eventuali altre coppie e possibilmente i padrini. Il numero degli incontri va commisurato anche alla situazione degli sposi sotto il profilo religioso e morale. Comunque non è mai tassativo e deve tenere conto delle necessità ed esigenze di una coppia impegnata nelle prime settimane di vita del bambino. I contenuti da sviluppare in questi incontri siano tratti dal Catechismo dei bambini della CEI “Lasciate che i bambini vengano a me” e dai Praenotanda del rito liturgico.

2.5- nell’accompagnare il dopo sacramento con una pastorale familiare impostata con cura da una apposita equipe di catechisti. Il fine è quello di aiutare i genitori a far sì che l’ambiente familiare diventi sempre più aperto alla fede e all’amore e a scoprire i segni della presenza del Signore nella vita del bambino per accompagnare la crescita spirituale; Le famiglie che hanno celebrato il Battesimo durante l’anno siano opportunamente riconvocate l’anno successivo per un momento di incontro e festa insieme (es. nella festa del Battesimo di Gesù o in quella della famiglia o nella giornata per la vita, o in altra occasione). Si promuovano gruppi di giovani famiglie che camminano nella fede e nella fraternità, approfondendo insieme i contenuti del Catechismo dei bambini e le vie per una educazione cristiana dei piccoli. Si educhino i fedeli a celebrare in famiglia l’anniversario del proprio Battesimo offrendo loro anche semplici indicazioni e sussidi pastorali al riguardo. Le famiglie cristiane siano impegnate in questa opera di assistenza umana e spirituale delle giovani famiglie.

2.6 – Ogni richiesta di Battesimo interpella la fede e la testimonianza della comunità cristiana, ne manifesta le capacità di accoglienza anche delle persone che vivono ai suoi margini o sono estranee alla sua vita. E’ dunque un momento delicato, soprattutto per gli operatori pastorali ( i sacerdoti e catechisti), e va vissuto in spirito di servizio e con l’atteggiamento del Buon Pastore, non prendendo mai decisioni affrettate, ma sapendo guardare negli occhi e nel cuore le persone per discernere, al di là di parole o comportamenti, a volte non rispondenti alle norme prescritte, il lucignolo fumigante che non va spento, ma aiutato con gradualità e pazienza, a raggiungere la sua piena luce.

Battesimo e parrocchia

3 – Il Battesimo deve essere preparato e celebrato nella propria Parrocchia, in Cattedrale infatti abbiamo l’antico Fonte Battesimale. Chi per giusta causa desidera celebrare il Battesimo in un’altra Comunità Parrocchiale si richiede comunque la dovuta preparazione.

I genitori primi responsabili

4 – I genitori sono i primi responsabili della educazione cristiana dei figli. Loro dovere è quello di richiedere il Battesimo, al più presto, dopo la nascita e comunque entro le prime settimane (can 867).

Il parroco e la coppia responsabile concorderanno con i genitori le date e gli orari degli incontri di preparazione previsti.

4.1 – Il can 868 pone in chiara evidenza le condizioni per il battesimo:

– Che i genitori o almeno uno di essi o chi tiene legittimamente il loro posto, consenta al Battesimo.

– Che vi sia fondata speranza che il bambino sarà educato nella religione cattolica.

– Il bambino di genitori cattolici o non cattolici in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori.

4.2 – Nel caso che a richiedere il Battesimo per i loro figli siano genitori che vivono situazioni matrimoniali irregolari davanti alla Chiesa o manifestano difficoltà di fede, si valuti con prudenza e pedagogia pastorale, se vi sia la fondata speranza che il bambino potrà essere educato cristianamente. Si ricordi che i bambini sono battezzati nella fede della chiesa, fede che può vivere anche nei genitori separati, conviventi, divorziati risposati … Nel caso si nutrano forti e motivati dubbi che non ci sia fondata speranza che almeno uno dei due genitori, possa educare il figlio nella religione cattolica, si valorizzi il ruolo del padrino o della madrina o di un parente prossimo o di una persona qualificata della comunità che si fa garante, con il consenso dei genitori, di tale impegno. I genitori conviventi, sposati solo civilmente, ai quali nulla impedisce di regolarizzare la loro unione, siano aiutati a riconoscere la loro posizione e a intraprendere anche dopo la celebrazione del Battesimo, un cammino che li conduca, con scelta libera e motivata, a tale regolarizzazione.

Il padrino e la madrina del Battesimo

5 – Ogni battezzato può avere solo un padrino o una madrina oppure anche entrambi. Il padrino e la madrina del Battesimo devono aver compiuto i sedici anni, essere cattolici e aver ricevuto i sacramenti del Battesimo e della Cresima. Inoltre occorre conducano una vita conforme alla fede e all’incarico che assumono (cfr Can 874). Pertanto i conviventi, divorziati risposati, gli sposati solo civilmente, non possono essere ammessi a fare da padrini. Coloro che provengono da altre parrocchie abbiano il nulla osta del loro Parroco. I Padrini siano illuminati sul loro ruolo in modo da comprendere il significato spirituale dell’incarico e gli obblighi che ne conseguono. Si invitino i genitori a scegliere i padrini con oculatezza pensando innanzitutto al bene spirituale del bambino.

La celebrazione del Battesimo

6 – Il battesimo sarà amministrato durante una celebrazione comunitaria di Domenica o nei giorni festivi per manifestare così il carattere pasquale del sacramento e l’accoglienza della comunità. La celebrazione del Battesimo non manchi, se possibile nella Veglia pasquale.

6.1 – La celebrazione sia gioiosa e dignitosa e sia fedele alla dinamica propria del Rito liturgico, pur con i possibili adattamenti. I gesti, le preghiere, i segni siano veri e manifestino con chiarezza ciò che esprimono. Il rito sia accompagnato da sobrie monizioni che permettano ai partecipanti di comprendere via via il significato dei vari passaggi e momenti. E’ opportuno che durante la preparazione con i genitori e i padrini si affronti anche il discorso dei fotografi e cineoperatori in modo che ogni eventuale intervento durante la celebrazione sia discreto, non invadente e non disturbi il raccoglimento dell’assemblea e la preghiera.

Il Battesimo dei fanciulli fino ai 14 anni

7 – Per quei fanciulli che non avessero ricevuto il Battesimo da piccoli ci si attenga alle disposizioni che prevedono il loro inserimento negli itinerari di preparazione dei sacramenti della Iniziazione Cristiana. Si potrà opportunamente accompagnarli anche con qualche catechista appositamente scelto che completi il loro cammino di iniziazione.