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Chiesa di Sant’Antonio

Annesso al chiostro, databile al primo quarto del XIII secolo, è la coeva Chiesa di S. Antonio, ad un’unica navata con un altare marmoreo e urne cinerarie nella sagrestia. Nella cripta si ammirano interessanti affreschi duecenteschi.

Vi riposano le spoglie del venerabile Padre Domenico Girardelli da Muro che, morto nel 1683, fu maestro del beato Bonaventura di Potenza.

La chiesa intitolata a S. Antonio è ubicata nel rione “Capo di Croce”, così chiamato perchè in questo luogo esisteva la chiesa di S. Croce e S. Sofia.

La tradizione narra che verso l’anno 1220, il Serafico Padre Francesco d’Assisi venne ad Amalfi a pregare sulla tomba dell’Apostolo S. Andrea e qui fondò il convento di S. Maria degli Angeli che, successivamente, fu anche detto di S. Francesco.

Il 18 settembre 1809 venne chiuso per mancanza di Frati e a seguito del concordato del 1818 tra il Regno Borbonico e la Santa Sede i locali del convento passarono in proprietà del Beneficio Parrocchiale di S. Maria Assunta di Pastena. La Parrocchia diede la struttura in locazione alla famiglia Barbaro che prima l’adibì a semplice locanda e poi in albergo (oggi Hotel Luna).

Accanto al caratteristico chiostro vi è la chiesa dedicata al Santo Taumaturgo di Padova. Di stile “francescano”, ha una sola navata coperta da tre volte a crociera e una piccola cripta che si vorrebbe essere il primitivo convento fondato da S. Francesco. Sull’altare maggiore, formato da un complesso marmoreo finemente decorato, vi è una tela del XVII secolo che raffigura le nozze di Maria e Giuseppe. Lungo le pareti laterali vi sono i due altari minori con le tele dell’Immacolata Concezione e di S. Antonio.

Sotto il pulpito sono custodite le spoglie del Venerabile P. Domenico Girardelli da Muro Lucano, morto in concetto di santità il 30 dicembre 1683. Nel convento di Amalfi, sotto la guida del Venerabile, si formò anche il Beato Bonaventura da Potenza, il cui corpo è venerato nella chiesa dei Frati Minori Conventuali di Ravello. Nella sacrestia, in una piccola ampolla di vetro, si conserva la reliquia del sangue di Padre Girardelli che, come si legge dagli atti dei processi, uscì “fluido e rubicondo dall’incisa sua vena”, tre giorni dopo la morte.

Il 13 giugno di ogni anno si celebra la festa liturgica di S. Antonio, preceduta dalla Tredicina. Anche ad Amalfi, come in tutte le chiese dove si venera il Santo, è tradizione distribuire il pane benedetto a ricordo del miracolo della resurrezione di un bambino morto annegato: la madre promise una offerta per i poveri di tanto grano quanto pesava il fanciullo.

Nel pomeriggio si svolge una lunga processione che arriva fino alla Collegiata di S. Maria Maddalena in Atrani dove viene cantato il Responsorio. Indi, via mare, seguito da numerose imbarcazioni, il corteo fa ritorno ad Amalfi e, dopo lo sbarco al Molo Cassone, raggiunge la Cattedrale per la Celebrazione Eucaristica. Al termine, in piazza Duomo, vi è la tradizionale “alzata” del quadro di S. Andrea che resta esposto fino alla memoria del Patrocinio del 27 giugno (esso raffigura l’Apostolo che salva la città dall’attacco di Ariadeno Barbarossa).

Molto sentita è anche la devozione alla “Lingua di S. Antonio” che si festeggia il 15 febbraio (ad Amalfi è consuetudine anticiparla al giorno 14). Questa memoria fu istituita per ricordare un altro prodigio: durante la ricognizione del corpo, la lingua fu ritrovata incorrotta e rosseggiante dopo 32 anni dalla morte. Essa è custodita nella Basilica di Padova, in un artistico e prezioso reliquiario.

Fino ad una quindicina di anni fa, vi si celebrava la S. Messa ogni domenica. Attualmente, per mantenere viva la devozione al “Santo dei Miracoli”, la chiesa viene aperta ogni martedì pomeriggio dove i fedeli del rione si radunano per la recita del Rosario e della Coroncina.

Feste liturgiche nella Chiesa di S. Antonio:

– dal 1° al 12 giugno: Tredicina di S. Antonio.

– 13 giugno: Solennità di S. Antonio, titolare della Chiesa.

– 14 febbraio: Memoria della Lingua di S. Antonio.

– 4 ottobre: S. Francesco d’Assisi.

(N.B.: Lungo la salita Ibsen vi era anche una cappella intitolata alla Madonna del Carmine e che tra gli anni ’60 e ’70 fu sconsacrata e trasformata in abitazione. Il quadro della Vergine, molto venerato dal Venerabile Girardelli, oggi è custodito nella sacrestia della chiesa di S. Antonio).

 

(testi del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, con le annotazioni liturgiche di Enzo Cretella – diritti riservati)