Il panorama di Amalfi

di - del 22 Aprile 2014 © diritti riservati

voce pastore amalfi

dalla Voce del Pastore dell’ottobre 1974

Il panorama di Amalfi

 

di Enrico Caterina

Il panorama di Amalfi è inconfondibile per il profilo dei monti, per la sagoma delle torri, per la disposizione dei conventi, per l’architettura delle case, per la luce della rada.

Ad Amalfi prevalgono tre colori: il bianco degli edifici, il verde delle colline, l’azzurro del mare e del cielo.

Una volta una rivista pubblicò la fotografia di un paesaggio giapponese che rassomigliava ad Amalfi ma senza i campanili, le torri e il Cimitero, ond’è che quella veduta non ingannava nessuno Invero al panorama di Amalfi appartengono le storiche torri cittadine, da quelle cilindriche dello “Ziro” e del Capo di Atrani a quelle quadrate di Vettica Minore e di Pogerola: quattro punti di riferimento che ogni amalfitano serba negli occhi e nel cuore ovunque egli si trovi o viva.

Il panorama di Amalfi non può prescindere dai campanili , specialmente di tre: quello del Duomo, originalissimo per le quattro torricelle che sporgono dal cilindro campanario, quello di S. Biagio, al culmine della piramide delle case sottostanti, e quello del Municipio, l’ex Convento della Trinità che contiene la Chiesa di S. Benedetto e il maggiore degli uffici cittadini.

Nel panorama di Amalfi si riconoscono i Conventi, il Luna, ad Oriente, con la sua caratteristica appendice, la Torre sul mare, che fra i segni distintivi di Amalfi è come il naso nel volto di una persona, e il lungo edificio bianco dei Cappuccini , sulla collina centrale del paese, richiamo secolare di turisti internazionali e reclame permanente delle bellezze di Amalfi.

Il panorama di Amalfi è fatto del verde agreste che aureola le case cittadine e che si ammira anzitutto nel bosco dei Cappuccini dell’ampiezza di ben quarantamila metri quadrati e nella parete occidentale del Monte Aureo, il massiccio scosceso che divide la Valle dei Mulini da quella del Dragone.

Del panorama di Amalfi fanno parte le case disposte a grappolo nel quartiere di S. Biagio e a grumo nel rione S. Antonio. Al panorama di Amalfi appartiene l’ampia piazza Flavio Gioia, una delle più equoree piazze d’Italia essendo per tre lati circondata dal mare.

Essa venne costruita nel 1902 con il danaro di tutti gli Italiani per onorare il grande inventore della Bussola. Oggi è punto di partenza e di arrivo di tutto il movimento turistico locale alimentato da torpedoni italiani e stranieri e dai vicini servizi marittimi per Capri, Napoli e Salerno.

Il panorama di Amalfi è fatto delle spiagge, quelle che interessano la zona del porto e quella che sta dinanzi al Municipio. A vederle entrando in città dal-la parte orientale conferiscono al paese una grande profondità prospettica ed una suggestiva smerlettatura dell’arenile.

Il panorama di Amalfi è fatto di arcate e di arcatelle, dalle ventuno del Cimitero, già convento di S. Lorenzo, a quelle del molo foraneo del porto e della strada che sale verso il Luna.

E che dire della facciata del Duomo che domina la piazza omonima e gran parte della città?

La si riconosce subito sotto il sole per i bagliori dei suoi mosaici e per il prospettico, straordinario scalone di accesso.

Nel Tempio riposa il Corpo di S. Andrea Apostolo che si festeggia in Amalfi quattro volte all’anno, una per ogni stagione.

Al panorama di Amalfi appartengono gli alberi del viale della Regione e quelli dei giardini Flavio Gioia, ricchi di luci colorate nelle serate di festa estive che praticamente vanno da S. Antonio (13 Giugno) a S. Michele (29 Settembre).

Ma il panorama migliore si gode da ponente perché comincia dai villaggi e procede verso il centro abitato lungo le strade statali provenienti da Agerola e Positano. Segue l’orlo costiero in ogni particolare: dal piedistallo roccioso di S. Rosa alla selva “Gaudium” di Pastena, dalle araucarie del Caleidoscopio al grande pino del capo “a pigna” dalle balconate dell’Excelsior alla punta del porto, dal Montagnone di Conca alla Torre della Luna, dal Saraceno occidentale a quello orientale, perché Amalfi è prigioniera di due mori fatti per ridere, per divertire, per passare la notte.

Il panorama di Amalfi è veramente unico per lo splendore del paesaggio, per il fascino dei monumenti e per la massa dei ricordi storici che la visione della città è capace di suscitare.

(Enrico Caterina)

Letto 2940 volte

Print Friendly, PDF & Email
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (vota, clicca sulle stelline)
Loading...
Avatar

Info redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *