Cicloni, tifoni, uragani… Adda passà ‘a nuttata!

di - del 10 Luglio 2015 © diritti riservati

Diario di viaggio di un navigante amalfitano

Meteo_tifonidi Salvatore Barra

Msc Kalina, 10 Luglio 2015 – in Navigazione da Shanghai a Shenzen (Cina)

 

Secondo le previsioni, domani 11 luglio, il super tifone Chan Hom, si abbatterà sulla costa Cinese, in prossimità dei porti di Ningbo e Shanghai, con un carico di piogge torrenziali e vento che spirerà ad oltre 200 chilometri orari. Certamente ne sentiremo parlare perché, credo seminerà morte e distruzione al suo passaggio.
Nell’illustrazione meteo che per curiosità vi mostro, si possono notare alcune caratteristiche proprie di tali fenomeni:
1) l’altezza delle onde, di oltre 12 metri, in prossimità “dell’Occhio” del ciclone;
2) la forza e direzione del vento, la bandierina rossa indica 50 nodi di velocità, due bandierine fanno 100 nodi, circa 180 chilometri orari;
3) i circoli verdi, la traiettoria percorsa, mentre i circoli blu la previsione di spostamento.

Joseph Conrad, scrittore e capitano marittimo inglese, ma di origini polacche, quando nel 1902 scrisse il suo best seller “Tifone”, frutto di un’esperienza realmente vissuta, non avrebbe mai immaginato l’evoluzione degli attuali strumenti di previsione meteo. A quei tempi, i naviganti riuscivano a prevedere un ciclone con meno di una giornata di anticipo. Le navi che incappavano in questi fenomeni, avevano poche possibilità di scampo, spesso erano destinate a naufragare.

Tifone_Msc-KalinaTornando al tifone, cominciai a tener d’occhio Chan Hom una decina di giorni fa, quando era distante oltre 10.000 chilometri dalla nostra nave . “Ci darà fastidio”, pensai tra me, e di lì a poco se ne formò un altro denominato LINFA, ed ancora un altro NANGKA , sempre dei super-tifone.
A scuola appresi che, di tanto in tanto, si potessero formare “famiglie” di cicloni, ed ho vissuto “da vicino” il formarsi di ben tre, nella medesima area geografica.

Qualcuno si chiederà perché usi alternativamente la terminologia ciclone e tifone, che adesso spiego. In effetti, il fenomeno è lo stesso ed i nomi ciclone – tifone ed aggiungo anche uragano, sono usati a seconda della posizione geografica: in Oceano Indiano si usa chiamarli Tifoni; nel Nord America Uragani.
Una delle principali curiosità, è che gli uragani, fino agli anni ’80 del novecento, erano indicati, unicamente, con nomi femminili; nel paragone con le donne, nel senso che al loro passaggio, portano via uomini e proprietà. In seguito,  le proteste dei movimenti femministi indusse a classificare gli uragani, alternativamente, con nomi maschili e femminili ed in ordine alfabetico, anno per anno, a cominciare dalla lettera A , indicante il primo degli eventi del periodo.
In quanto ai cicloni tropicali, generalmente si formano poco a Nord (o al Sud) dell’Equatore. I meteorologi segnalano la formazione di un “onda tropicale” – tropical wave – , poi se progredisce la rinominano in “disturbanza tropicale”, e così via… “depressione tropicale”; “tempesta tropicale”, quando i venti sono uguali o superiori ai 50 nodi, forza 10 della scala Beaufort; ed infine “ciclone tropicale”, quando i venti superano i 64 Nodi 120 Km/h- forza 12.
IMsc-Kalina_tempestal raggio d’azione di un ciclone, varia dai 300 km ai circa mille chilometri. Il centro del sistema è chiamato “occhio”, in cui si misura la pressione minima, calma di vento e di mare , il cielo è sereno. Il diametro dell’occhio, varia dai 20 agli 80 Km.
LINFA e NANGKA assumevano traiettorie che non destavano preoccupazioni e la mia attenzione era concentrata principalmente su CHAN HOM. Una specie di duello a distanza, fino al 9 luglio scorso.

Partiti da Shanghai mentre il tifone era ad Est di Taiwan, noi con rotta Sud Sud Ovest 215 gradi alla velocità 23.5 nodi e CHAN HOM in direzione Nord Ovest 315 gradi. Quindi, secondo i calcoli, dovevamo passargli ad una distanza minima di 700 Km a Nord.
Vi è da dire che prima della partenza dal porto di Shanghai avvisai l’equipaggio delle probabili difficoltà che avremmo incontrato, di li a poche ore.
In questi casi , sono mobilitati tutti: Il direttore di macchine e lo staff, di tenersi pronti a manovrare con i motori a tutte le andature richieste. Segue il controllo di attrezzi e materiali vari, affinché siano ben ancorati alle strutture della sala macchine, anche in caso di forti movimenti di rollio.
Il primo ufficiale di Coperta, con nostromo e marinai, si occupa di controllare gli ancoraggi dei containers disposti sul ponte di coperta.
Il cuoco controlla la cucina e la cambusa. Il cameriere le sale da pranzo, riposterie e magazzini.
Gli allievi di coperta e sala macchina, faranno tesoro di questa nuova esperienza, allo scopo di guadagnare tempo e passare il più lontano possibile dal centro del tifone.

Subito dopo la partenza aumentiamo la macchina alla massima potenza ed in breve tempo, raggiungiamo la considerevole velocità di 23.5 nodi. Nel frattempo consultiamo tutte le informazioni meteo disponibili e solo dopo tre ore di navigazione, avvertiamo un’ampia e violenta rollata.
Tifone-Chan-HomIl Tifone CHAN HOM si presenta così!
L’onda lunga che fino a poco tempo prima, appena si notava, gonfiata dal vento ciclonico, tendeva ad ingrossarsi a dismisura, fino a raggiungere gli otto metri di altezza infrangendosi violentemente sulla murata di sinistra.
Da non credere!
I movimenti di rollio diventavano sempre più violenti e pericolosi. Sul ponte di comando e nelle cabine accadeva di tutto. Gli oggetti non ben fissati, cadevano, ed un ufficiale di macchina, ha trovato il computer portatile scaraventato a terra, ridotto in due metà.
Svariate volte aggiustai rotta e velocità, ma l’esito non cambiò dai 23.5 nodi, diminuii la velocità fino a 12 nodi. Con questa ulteriore manovra, riuscii solo parzialmente a limitare il rollio, ma il barometro era in picchiata da 1000 Hecto Pascal (millibar) – al centro del Tifone, precipitò ai 940 HPA , una voragine!
Fu allora che fissai il timoniere Bengalese e gli dissi: “Adda passa’ ‘a nuttata!
What! – rispose per chiedere il significato.
Sorry… the night have to pass” – gli risposi traducendogli la frase in inglese. Lui rise, ma non poteva capire il senso.
Dopo aver trascorso la notte a seguire gli eventi in prima persona, stamane 10 luglio, alle prime luci dell’alba, le condizioni meteo sono notevolmente migliorate, i millibar del barometro sono tornati a salire, quindi abbiamo ripreso la normale navigazione.

Prossimo scalo il porto di Shenzen, sul Perle River , il fiume delle Perle, alla cui foce è situata Hong Kong. La navigazione continua…

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