27 giugno: un punto fermo nella nostra storia religiosa

di - del 5 maggio 2014 © diritti riservati

voce pastore amalfi

dalla Voce del Pastore del maggio 1975

27 giugno: un punto fermo nella nostra storia religiosa

 

Amalfi si prepara a festeggiare il patrocinio dell’apostolo S. Andrea, «Un patrocinio che un lontano 27 Giugno si esternò in modo evidente, ma che il Santo in tutte le epoche e in tutte le circostanze ha sempre steso su Amalfi e i suoi figli vicini e lontani

Così il commendatore Gaetano De Stefano, Presidente del Comitato, cittadino dei festeggiamenti, nella lettera circolare inviata agli amalfitani in Italia e all’estero, alludendo all’avvenimento che diede vita a tale ricorrenza: la prodi. giosi liberazione della città da una incursione del pirata saraceno Kaireddin, detto “Barbarossa” il 27 Giugno 1544.

La figura dell’Apostolo si impone tuttavia alla venerazione degli amalfitani non solo per il patrocinio spiegato, ma anche per il suo stesso ” essere apostolo e testimone di Cristo ‘” come ha ben sottolineato nella indicata lettera il commendatore De Stefano: “Un giorno Cristo … Chiamò l’umile pescatore Andrea per eleggerlo a, suo primo Apostolo. Fu poi Andrea a rivolgere l’invito agli uomini d i ogni razza e di ogni ceto, affinché credessero nella Redenzione e collaborassero nell’affermazione del Regno di Cristo. E Sant’Andrea, che salutò la Croce ” a lungo desiderata ,, come un giusto premio alla sua grande missione sulla terra, ancora oggi, a distanza di secoli, ci offre il suo insegnamento di grande bontà e di profonda virtù … che hanno fatto chinare il capo innanzi al Suo sepolcro, in segno di venerazione, ad uomini di fede e di potere

Prepariamoci, perciò, a celebrare la ricorrenza ” per perpetuare una fede che abbiamo saputo ereditare e che, in ugual modo, sapremo mantenere e tramandare ”

A cura del medesimo Comitato è stata restaurata la statua d’argento del. l’Apostolo, opera dell’argentiere Giuseppe Confuorto, eseguita su disegno e modello dello scultore Matteo Bottigliere di Napoli (1717).

Il lavoro, preventivato per L. 400.000, è stato eseguito dalla ditta Vincenzo Catello di Napoli, ed ha compreso i seguenti dati :

1) Ristrutturazione del braccio destro del Santo con nuova doratura della croce di metallo, sulla quale poggia lo stesso braccio;

2) Restauro della zona di contatto tra l’inizio dell’avambraccio e la piegatura della manica mediante saldatura con argento;

3) Restauro degli otto cartigli, costituenti il piede della base.

 

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